In data 17 ottobre 2015 il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Senigallia presentata da Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Orlandoni, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico.
In pari data il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Senigallia il Reverendo Monsignore Francesco Manenti, Vicario Generale della Diocesi di Crema.

Messaggio alla Diocesi del Vescovo Giuseppe

Carissimi Fratelli e Sorelle della Chiesa di Senigallia,

            in data odierna, 17 ottobre, il Santo Padre Francesco ha accettato le mie dimissioni dall’ufficio di Vescovo di Senigallia, presentate già nel febbraio del 2014, ed ha nominato nuovo Pastore della nostra Chiesa locale Mons. FRANCESCO MANENTI, Vicario Generale della Diocesi di Crema.

Pubblicato: 17 Ottobre 2015
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savethedate

Pubblicato: 16 Settembre 2015

“Vorrei che l’AC passasse da un modulo 3-5-2 al 4-3-3”. Con questa metafora calcistica Matteo Truffelli conclude il Convegno delle Presidenze Diocesane di Azione Cattolica svoltosi a Roma dal 24 al 26 aprile 2015. L’AC si è interrogata, illuminata dalle parole dell’Evangelii Gaudium, sulle buone prassi di una Chiesa più missionaria e attenta alla vita delle persone; un’AC sbilanciata in avanti, non più chiusa in difesa della sua storia e del passato, ma immersa nella realtà che cambia e che chiede nuove risposte.

è dall’Evangelii Gaudium - sorgente ricchissima di nuove prospettive, nuovi stimoli e indicazioni - che sono state evidenziate le cinque parole su cui si sono sviluppati del miniconvegni: popolo, un’AC che sia tutt’altro che elitaria, ma piuttosto capace di essere lievito per tutto il Santo Popolo di Dio, non destinatario dell’evangelizzazione, ma protagonista in quanto capace di generare alla fede. La seconda parola, misericordia, ha un rilievo particolare in vista del Giubileo che si aprirà a dicembre. L’invito del Papa a mettere la misericordia al centro della vita della Chiesa ci provoca su diversi fronti: la sfida che vogliamo sottolineare è quella di educarci ai sentimenti di ascolto, empatia, accoglienza, perché la misericordia non si esaurisce in una emozione momentanea e superficiale, ma comporta un prendersi a cuore e farsi carico prolungato dell’altro.
La terza parola, gioia, sfida il triste individualismo moderno e la tendenza al consumismo; l’Azione Cattolica promuove uno stile di fraternità e comunione che scaturisce da un cuore che ha trovato la gioia nell’incontro con Cristo, e che ricco di questa gioia ne fa dono per gli altri.
Presupposto del dialogo è la conversione del cuore; è necessario rinnovare il nostro sguardo e riconoscere che l’altro è prima di tutto uomo e donna destinato alla salvezza, fratello come noi per cui Cristo ha versato il sangue. Se non ci lasciamo bloccare dalla paura della diversità, possiamo entrare in dialogo.
I poveri infine sono il luogo in cui il Vangelo si manifesta e viene annunciato a tutti noi; distogliere lo sguardo dal povero è distogliere lo sguardo da Cristo, e l’indifferenza ci porta a non fare mai esperienza della misericordia di Dio.

In tutti questi ambiti il pensiero che ci ha accompagnato è quello di lasciarci sorprendere dalla ricchezza della realtà Quando ci accorgiamo che Dio abita la vita dell’altro e ciò che ci circonda è opera di Dio, abdichiamo alla nostra intelligenza e scopriamo che la realtà sorprende l’idea!

Pubblicato: 26 Aprile 2015

Tre righe appena, ma di quelle fulminanti. «Desidero annunciare che sabato 6 giugno, a Dio piacendo, mi recherò a Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina. Vi chiedo fin d’ora di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità, della pace, del dialogo interreligioso e dell’amicizia». A sorpresa, come sua abitudine, papa Francesco all’Angelus di domenica scorsa ha annunciato questa nuova tappa della sua già fitta agenda del 2015. Un solo giorno, come già accaduto per l’Albania, in quella «Gerusalemme d’Europa», come la definì Giovanni Paolo II, che era, e ancora di più è oggi, un autentico crocevia di uomini, popoli e religioni. Pochi dubbi sul senso e il significato che Papa Bergoglio attribuisce a questa visita. E, se mai ce ne fossero stati, li ha fugati egli stesso, domenica, aggiungendo a braccio quel «del dialogo interreligioso e dell’amicizia» al testo scritto.

Sarajevo è tanto importante, in un vecchio continente attraversato da tensioni che proprio nella crisi della convivenza, come i fatti di Parigi hanno di nuovo messo a nudo, ha uno dei suoi snodi più delicati, è qualcosa che appartiene alle fibre più intime di questa città nel cuore dei Balcani. E, purtroppo, è anche qualcosa che nonostante la tragedia che ha devastato i Paesi dell’ex-Jugoslavia negli anni ’90 stenta a essere compreso fino in fondo. Sono tante le questioni sul piatto ed è questa la consapevolezza a cui innanzitutto l’Europa deve arrivare. La speranza, ora, è che il prossimo viaggio di papa Francesco riesca a riportare questa grande sfida sulle pagine di un’agenda internazionale che, fino a ieri, della Bosnia Erzegovina s’era completamente dimenticata. 

L’Azione Cattolica di Senigallia, da oltre venti anni, si è arricchita dell’esperienza e della realtà di questa terra, specialmente della sua Chiesa cattolica, grazie al gemellaggio con la parrocchia di Solakova Kula (diocesi di Sarajevo) e il sostegno alle Scuole per l’Europa, promosse dal vescovo ausiliare di Sarajevo, Pero Sudar. Ecco perché, più che mai, è vicina a papa Francesco  in questo viaggio così particolare, intenso, utile.

Pubblicato: 04 Febbraio 2015

L’Azione Cattolica italiana “saluta con gioia e fiducia l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica Italiana”. La nomina “ci è particolarmente cara in virtù della sua lunga militanza in Azione Cattolica, dell’affetto e della gratitudine con cui egli ha sempre guardato all’associazione”. “Nella vita personale - segnata dal martirio del fratello Piersanti per mano della mafia - come nell’impegno politico, Sergio Mattarella ha dimostrato serietà, competenza e integrità morale. La lunga esperienza a servizio delle istituzioni garantisce che egli saprà interpretare con imparzialità e correttezza il ruolo di garante della Costituzione, degli alti valori e del complesso di diritti e doveri che sono fondamenta della nostra comunità nazionale”. Una nota della presidenza nazionale dell’Ac giunge nel momento stesso dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. “Il Parlamento ha compiuto una scelta felice nell’eleggere il Presidente Mattarella, uomo del dialogo ma non del compromesso al ribasso, sempre protagonista di un’azione politica intesa come servizio alla costruzione del bene comune”. “In un tempo così complesso della storia italiana, le forze politiche tutte siano chiamate a farsi carico delle difficoltà profonde del Paese, nella diversità dei ruoli di maggioranza e opposizione dovuti alla legittima competizione democratica, ma anche in un’auspicabile convergenza cooperativa sui valori di fondo”. E anche l’Ac di Senigallia si unisce a questi rallegramenti.

Pubblicato: 02 Febbraio 2015

“Héliumos lufin kaptunk Olaszországból üzenetet”: questa incomprensibile frase è apparsa domenica mattina in un post sul profilo facebook dell’Azione Cattolica di Senigallia. Sotto la frase, due fotografie con il biglietto scritto da Lorenzo, della parrocchia di Pianello di Ostra ed appeso ad un pallocino che ha preso il volo da Piazza del Duca in occasione della Festa della Pace organizzata sabato 31 gennaio scorso dall’Azione Cattolica di Senigallia. Il messaggio di Lorenzo (“Per me la pace è impossibile da raggiungere, a meno che non ci impegniamo tutti”), trasportato da una corrente particolarmente intensa, ha percorso circa 683 kilometri, fino a Kocsér (Pecs), in Ungheria, dove un giovane , Roland Kiss lo ha trovato, fotografato e inserito nella sua pagina del social network. 

Lorenzo è particolarmente eccitato dall’evento e la singolare notizia si è subito sparsa tra i ragazzi e gli associati all’Ac. “Un palloncino di elio è arrivato con un messaggio dall’Italia”, ha scritto Roland che, raggiunto nella sua città ha detto: “E’ stata molto bello ed emozionante raccogliere questo piccolo segnale di pace”. In tempi di posta elettronica e di messaggi digitali capaci di raggiungere in un secondo il mondo intero, l’emozione di un palloncino che attraversa tanti confini d’Europa rimane tutta intera. Così come l’invito del piccolo Lorenzo ad essere ognuno persone di pace.

Pubblicato: 02 Febbraio 2015

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